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l'obbligazione di pagare once 200 in ogni anno, con averne stabilito il contratto nell'anno 1766. La Giunta trovando fra i possessori dei fondi dell'Azienda di Monreale la succennata Università della Piana, ha intimati i Giurati suoi rappresentanti ad offerire una somma relativa al valore di essi territori di Merco e Daindigli, ed uniforme al regal precetto del primo Agosto 1795. Costoro sulle prime si negarono, stando sulla credenza di non esser necessario nuovo regio assenso, per essere stata la loro concessione approvata e riconosciuta utile al regio patronato. Nondimeno non avendo i medesimi presentata alcuna autentica carta di reale approvazione, menochè un regal Dispaccio spedito per la via di Azienda a 29 settembre 1770, per cui fu dal Re approvata la precitata riduzione del canone in denaro fatta nell'anno 1766 da Mons. Testa, ha nuovamente chiamati gli anzidetti Giurati a transigere col regio Fisco per ottenere la sanatoria della mancanza del regio assenso sulla primitiva loro concessione. Per mezzo di tali premure si sono finalmente indotti i divisati Giurati, precedente un pubblico Consiglio, ad offerire once 700 a nome dell'Università. La Giunta ha creduto accettabile una tal somma, poichè trattasi di una concessione precedente l'epoca di Carlo V fatta ad una colonia di Greci, ad oggetto di fondarsi quella popolazione che oggi esiste, e che riguarda salme 350 di terre, che tutte si trovano distribuite in piccolissime partite a poveri bracciali, e che formano la sussistenza della popolazione sudetta. Rappresenta essa Giunta a V. E. Rev.ma tutto ciò che ha praticato in vantaggio del regio Fisco, ad oggetto di farlo presente a S. M., perchè, quando sia del suo real gradimento, si degni manifestare la sua reale approvazione, con ordinare che l'enunciata somma di onze 700 debba pagarsi in due rate eguali, cioè metà subito che sarà manifestata la reale sanatoria, e l'altra metà nel corso di un anno, restando sempre riservati ed illesi all'enunciata Azienda di Monreale i diritti domenicali, che in vigor della legge e per l'indole del contratto alla stessa appartengono. Siamo col più costante ossequio, Palermo li 20 marzo 1796. — Di V. E. Rev.ma. Devot.mi obbl.mi servitori veri ossequiosissimi I Ministri della Giunta eretta per le alienazioni dei fondi di regio patronato senza regio assenso. Michele M. Perremuto reggente, Consultore Presidente - Giacinto Dragonetti Consultore - Domenico Grassellini Presidente Maestro Razionale Gaspare Vanvitelli Conservatore Emmanuele Parisi Donato Tommasi Avvocato fiscale - Giuseppe Di Fiore segretario. - Ecc.mo e Rev.mo Sig. Presidente del Regno. - Palazzo.

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Riconosciuto inoltre il nostro real Dispaccio emanato in riscontro di essa Consulta in data dei 16 aprile 1796, col quale fu da Noi approvata la transazione proposta dai succennati Giurati e Sindaco della Piana dei Greci per i detti feudi di Merco e Daindigli, e fu eziandio manifestata la nostra sovrana volontà di accordarsi ai medesimi la real sanatoria per la mancanza del regio assenso, non interposto in tempo della concessione fatta dalla Mensa Arcivescovile di Monreale, uniformemente alla soprainserta offerta. Riconosciuta similmente la nuova rappresentanza della Giunta del dì 15 marzo 1798, nella quale ha dato conto che i suddivisati Giurati e Sindaco della Piana dei Greci, a tenore della preinserta offerta hanno interameute pagato le once 700 da loro offerte per ottenere il regio assenso. E finalmente visto il nostro regio Dispaccio dei 31 marzo 1798, ove si prescrive di spedirsi ai ricorrenti la nostra Real Cedola di assenso, atteso il rapporto di essa Giunta di avere i medesimi in

teramente soddisfatta la somma offerta. Perciò tenendo presenti dette carte, ed avendo conosciuta giusta e regolare la supplica di essi Giurati e Sindaco, per esser conforme alla nostra sovrana determinazione del di 1o Agosto 1795, a tale effetto con piena cognizione di causa, maturamente e colla pienezza della nostra autorità accettiamo, approviamo e confermiamo la detta transazione ed offerta, e prestiamo nella più solenne ed ampia forma il nostro reale assenso alla medesima in tutte le sue parti. E vogliamo perciò che in forza della presente nostra real sanatoria la detta concessione di detti due feudi di Merco e Daindigli stipolata per gli atti di notar Nicolò Altavilla di Palermo il detto giorno 30 agosto 1488 ora ed in ogni futuro tempo rimanga ferma, e sia eseguita in tutta la sua estensione, in modo che tutti i cittadini della Piana dei Greci, possessori delle terre dei divisati feudi, e tutti coloro che avranno diritto e ragione dai medesimi, non sieno molestati per qualunque cagione o fiscale pretesa, nè turbati dal di loro possesso. Ordiniamo intanto a tutti i nostri magistrati di qualunque ordine ed alle loro Corti, ai Ministri della Giunta delle alienazioni dei fondi di regio patronato senz'assenso, e qualsivogliano ecclesiastiche persone ed a tutti gli altri officiali maggiori e minori, di qualunque rango, che ora e nello avvenire a questa nostra sovrana volontà diano la piena e compiuta esecuzione, nè permettano che sia contraddetta in giudizio, nè fuori di esso, per essere la medesima approvata e confermata colla nostra Sovrana autorità e col nostro reale assenso. Quindi comandiamo che questo nostro sovrano stabilimento venga eseguito, con le condizioni appresso dinotate, cioè: Che questo nostro reale assenso e reale sanatoria cada sulla quantità delle terre rivelate dai ricorrenti. Che s'intenda perpetuato non meno in di loro persona che dei loro eredi e successori, onde costoro non abbiano bisogno di richiederne un altro nuovo, bastando questo che ora si accorda ai ricorrenti. Che s'intendano espressamente riservati alla Mensa Arcivescovile di Monreale i diritti per la spedizione degli atti recognitori e prestazione di consenso, esazione di laudemi, ed ogni altro diritto domenicale, che possa spettarle in ordine alla concessione delli cennati feudi di Merco e Daindigli. Ed acciocchè rimanga ferma e costante la memoria di questa nostra Sovrana determinazione, vogliamo e comandiamo che a questo nostro diploma di regio assenso, da noi sottoscritto e dal nostro Segretario di Stato del ripartimento della Chiesa, e munito col suggello delle nostre reali armi, dia la sua costante esecuzione la Giunta delle alienazioni dei fondi di regio patronato senz'assenso, ed ogni altro magistrato di questo nostro Regno di Sicilia cui spetta, e venga registrato nella nostra Reale Cancelleria, nel Tribunale del Patrimonio, nella Reale Conservatoria e nell' Archivio del Protonotaro di questo nostro Regno. Dato in Palermo il di 4 marzo 1799, l'anno XXXIX del nostro Regno.

Ferdinando Borbone

Tommaso Firrao

Vostra Maestà concede il regio assenso all' Università della Piana dei Greci sulla concessione dei feudi di Merco e Daindigli, di spettanza dell' Arcivescovato di Monreale. Registrato nel libro primo de' reali diplomi a 19 marzo 1799. Girolamo Baldanza. — A 19 maggio 1799. Si è pagato il regio di

ritto alla Regia Corte dovuto pella spedizione della presente reale Cedola, in somma di once 72, a tenore dei reali ordini per Segreteria di Stato ed Ecclesiastico, al quale ecc. Domenico Impellizzeri regio Collettore.

Presentatum Panormi die 20 Maii 1799, et Sua Regia Maiestas mandat quod illustris regius Consiliarius Conservator Regii Patrimonii recognoscat et referat. Franciscus Buonaccorsi S. Magister Notarius. - Eodem. Factis recognitione et relatione predictis, Sua Regia Maiestas mandat quod fiant exequutoriae. Ioachim Granito Conservator Generalis.

Perciò in esecuzione di quanto la prefata Maestà Sua ordina e comanda, ed in osservanza della nostra soprainserta provista, vi diciamo ed ordiniamo, ed a chi spetta incarichiamo, che vogliate e dobbiate e per chi si deve facciate eseguire ed osservare il soprainserto real Diploma, giusta la sua serie, continenza e tenore, e di parola in parola prout iacet, guardandovi fare il contrario per quanto la grazia reale tenete cara e non altrimenti. Datum Panormi die vigesimasecunda Maii 1799. Vidit Granito Conservator generalis.

Esecutoria del real Diploma, con cui S. M. concede il regio assenso all'Università della Piana dei Greci sulla concessione dei feudi di Merco e Daindigli, di spettanza dell' Arcivescovato di Monreale come sopra.

LA MANTIA.

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INDICE

PREFAZIONE

§ 1. Lavori concernenti le Colonie ed i loro Capitoli

§ 2. Epoca di approvazione e conferma dei Capitoli.

pag. III
IV

Docu-

menti originali e transunti. Lingua nella quale furono
scritti i Capitoli.

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§ 3. Fondazione delle Colonie. Licenze di popolare pei luoghi
Norme generali dei Capitoli

non abitati.

-

§ 4. Capitoli approvati nel secolo XV

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§ 5. Capitoli e conferme nei secoli XVI e XVII. Fondazione di
S. Cristina

§ 6. Notizie concernenti i Capitoli nei secoli XVIII e XIX

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Capitoli di Biancavilla del 25 gennaio 1488, confermati nel 1501, 1506
e 1568

Capitoli di Piana dei Greci del 30 agosto 1488, confermati nel 1565,
1574, 1588 e 1606

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pag. 1

6

16

17

II. Conferma dei Capitoli del 1534 fatta dal Vicerè De Vega nel 1554 »
Concessione delle terre di S. Cristina agli abitanti di Piana dei Greci

(31 maggio 1691). - I. Atto di enfiteusi

II. Atto di prestazione dovuta dagli enfiteuti

Appendice

I. Conferma dei Capitoli di Piana dei Greci del 1488 fatta dall'Arci-
vescovo di Monreale Card. Ludovico II Torres (21 novembre 1606)
II. Atto di regio assenso dato dal Re Ferdinando III (4 marzo 1799)
per la concessione (1488) dei feudi Merco e Daindigli agli abi-
tanti di Piana dei Greci

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