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PREFAZIONE

Dopo la serie delle diocesi fin qui descritte degli stati Pontificii, vengo ora a narrare delle chiese degli stati Austriaco-Italiani, a cui ho promesso di dare il luogo subito dopo quelli, a cagione della patriarcale dignità, di cui è decorato il sacro pastore della chiesa veneziana. Qui pertanto ci si presentano due antichissime e nobilissime provincie ecclesiastiche, le quali per l'origine della loro fondazione risalgono ai tempi apostolici, e per l'eccellenza della loro dignità stanno sopra a tutte le altre della nostra penisola, tranne Roma e Ravenna. Sono esse AQUILEJA e MILANO, patriarcale quella, questa arcivescovile. Il territorio di ambedue comprende considerevole parte dell' Istria e tutto il vasto tratto dell'Italia, che sta racchiuso tra il Ticino ed il Po: l'una poi distinta dall' altra per mezzo del Mincio, sicchè il suolo, che n'è alla sinistra, appartiene alla derivazione aquilejese, mentre alla milanese spetta quello, che n'è alla destra e che distendesi persino al confine della Svizzera e del Piemonte. Ed anche più ampia era in antico la metropolitica giurisdizione di entrambe, la quale, per l'erezione di nuove metropolitane tra le stesse suffraganee dell'una

o dell'altra, od in adiacenti provincie, venne ad essere scemata non poco ed a rimanere limitata tra i confini, che complessivamente ho tracciati testè.

Dalla chiesa di Aquileja sorsero quella di Grado da prima, e posteriormente quelle di Gorizia ed Udine; patriarcale l'una, a cui successe Venezia, arcivescovili le altre che tuttora sussistono. Milano invece non sofferse alterazione veruna quanto alla sua originaria dignità metropolitica; ne sofferse bensì nella diminuzione considerevole del suo territorio, e lo vedremo a suo tempo.

Nelle quali brevissime nozioni fin qui esposte ho segnato con rozze e deformi linee l'abbozzo di tutto il lavoro, che sono per intraprendere su questa porzione di Chiese d'Italia. Il patriarcato di Aquileja mi porterà necessariamente a parlare degli arcivescovati di Gorizia e di Udine: la sua secondaria sede patriarcale di Grado mi condurrà a narrare la storia dell'odierno patriarcato di Venezia. A Gorizia terranno dietro le suffraganee, che all'arcivescovile suo seggio stanno soggette: di Udine non avrò a descrivere suffraganee, perchè quelle che aveva appartengono ora alla metropolitica giurisdizione di Venezia. La metropolitana poi di Venezia, discendente da Grado, mi porgerà occasione alla storia particolare delle singole diocesi, che ad Udine e a Grado erano sottoposte, e che formano invece oggidì l'ecclesiastica provincia di lei. Finalmente l'arcivescovile metropoli di Milano mi darà luogo a narrare gli avvenimenti delle chiese, che le stanno sino al dì d'oggi soggette.

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AQUILEJA

E LE CHIESE DERIVATE DA ESSA

Vol. VIII.

INTRODUZIONE

Prima di accingermi a narrare gli avvenimenti della chiesa di Aquileja, non sarà fuor di proposito, che io faccia conoscere le principali fonti, a cui la storia di essa sarò per attingere. Imperciocchè lo studio di questa importantissima provincia tenne occupati, particolarmente sul secolo passato, i più eruditi indagatori delle ecclesiastiche antichità, ed aggiunse alle notizie, che per lo addietro si avevano, interessanti e nuove notizie, per le quali apparve essa sempre più degna di considerazione e di illustrazione. Colla guida degli scarsi lumi, che ai giorni suoi avevano diffuso i pochi, che lo avevano preceduto, l'Ughelli sino dalla metà del secolo XVII, aveva scritto nel quinto volume dell'Italia sacra le vite dei patriarchi di Aquileja ed aveva tracciato, benchè tortuoso e incerto, il sentiero per chi più estesamente ed esattamente vi si avesse voluto occupare. E vi si occupò, un secolo dopo, il diligentissimo ed eruditissimo Muratori, il cui nome è superiore ad ogni encomio: ed un'opera di anonimo scrittore in ispecialità pubblicò sullo stesso argomento, inserita nel tomo XVI della sua grandiosa raccolta degli Scrittori delle cose italiane, la quale, benchè minima in sè stessa quanto all' estensione, è per altro quanto all'intrinseco suo valore, di non lieve importanza. Essa è intitolata: Vitae Patriarcharum Aquilejensium, ed incomincia da

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