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anno a' 12 maggio concedeva indulgenze alla chiesa de' frati domenicani dell'isola di san Secondo, nella laguna di Venezia (1); siccome dieci giorni prima ne aveva similmente concesso alla chiesa di san Giorgio di Pirano. Finalmente, nell' anno 1508, ottenne dalla liberalità del veneziano senato cento libbre di denari per lo ristauro della sua chiesa cattedrale, che minacciava rovina. Eccone il decreto autentico, tratto dai registri dell'antica repubblica (2).

« 1508. 14 Julii.

Quod fiat gratia fratri Naticherio episcopo Emoniae, quod detur sibi » de denariis nri Cois lib. centum denariorum, qui denarii veniant in » manus potestatis Emoniae et debeant expendi in servitio et reparatione >> ecclesiae episcopalis Emoniae et non aliter, cum illa ecclesia minetur » ruinam, et dictus episcopus non habeat facultates unde possit eam ex » toto reparare. »

Nello stesso anno poi la chiesa di Cittanova ebbe nuovo pastore, successore di Naticherio, il domenicano FR. GIROLDO, detto anche Gerardino, da Parma: ce ne assicura il diploma di Ottobono patriarca aquilejese, che lo elesse e lo presentò al capitolo della cattedrale, anno Domini MCCCVIII, Indict. VI. Anche nell' anno 1310 lo si trova commemorato tuttavia colla qualificazione di vescovo eletto (5). Può dirsi, che non abbia oltrepassato colla sua vita l'anno 1318, giacchè in quest'anno gli si trova succeduto GANZIANO II, il quale fu vicario nello spirituale del patriarca di Aquileja : perciò dovette star lontano ben di frequente dalla sua diocesi; e perciò mori in Cividale,'il dì 4 aprile 1550, Dico 1550, e non 1551, perchè il suo successore NATALE figura in quell' anno in un diploma d'indulgenze concesse dal patriarca Bertrando alla chiesa di san Domenico di Cividale. E proseguendo le notizie, che si hanno di lui; nel 1351, addi 6 ottobre concedeva indulgenze con altri vescovi alla chiesa di san Giambattista de' flagellanti, in Pirano; addì 28 dello stesso mese ne concedeva delle altre alla medesima chiesa; nell' 1535 e nel 1339 intervenne ai due concilii provinciali, radunati l'uno in Udine, l'altro in Aquileja, dal summentovato

(1) Ved. il Contarini, de Episc. ex ord. Praed. ad Istr. episcopat. assumptis, pag. 25. (2) Lib. Capricornus, pag. 14 a tergo. (3) Docum. dell' arch. arcivesc. di Udi

Vol. VIII.

ne, che si conservano copiati, framezzo alle schede del Coleti, ms. inedit. della Marciana, più volte cit., cart. 127 a tergo.

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patriarca; nel 1536 a'26 dicembre assistè col vescovo di Concordia all'esame della elezione e conferma di Pietro Paolo vescovo di Treviso ; nel 1558 fu col patriarca stesso alla consecrazione della chiesa di sant'Andrea della Caccia, presso il Piave; nel 1544, addi 24 aprile fu col vescovo di Capo d'Istria alla consecrazione della chiesa di san Giorgio di Pirano, ed ivi consecrò l'altare di sant' Antonio. Successore di Natale ebbe la chiesa emoniese il vescovo FB. GIOVANNI VI Morosini, eremita agostiniano, di cui ci si presenta la prima memoria nell' ottobre del 1546 in un contratto di locazione; ed a' 24 dello stesso mese ci è data notizia dell' avere lui assistito insieme con Antonio vescovo di Trieste alla solennità della prima pietra, che il patriarca Nicolò pose in Udine, per la chiesa di sant'Antonio. Di lui hannosi progressivamente memorie di simil genere, appoggiate a documenti certi, sino al giorno 17 aprile dell' anno 1558, in cui assisteva con altri vescovi alla solennità della benedizione della prima pietra di una chiesa in Gemona (4). La quale notizia esclude necessariamente dalla serie dei vescovi emoniesi e fra Egidio e Simeone Panzani, collocati quello nel 1554, questo nel 1557. E nemmeno può dirsi, che appartenessero piuttosto alla chiesa di Cittanova veneziana, ossia Eraclea, perchè in questo tempo, ed anche per varii anni in appresso, possedeva quella sede il veneziano Domenico Gaffaro.

Quindi è, che immediato successore di fr. Giovanni VI sulla cattedra emoniense, non puossi riputare che il domenicano FR. GUGLIELMO Conti, assuntovi nel 1559; e successore di questo nel 1362 il padovano GIOVANNI VII de' Grandi, di cui la sola notizia pervenutaci è, che nel dì 8 febbraro 1564 concedeva in affitto il territorio di s. Michele del Ceresario. Questo fu l'ultimo anno del suo vescovato, perchè nei registri della repubblica di Venezia, nel libro intitolato Notatorio (2), si trova, sotto il dì 19 marzo del medesimo anno, lo scrutinio per l'elezione del successore: anzi vi si trova approvato, con voti 48 favorevoli, in confronto di 17 contrarii, il beato Francesco Quirini, ch' era vescovo di Capodistria; e che, forse per non esserne stata confermata dal papa la traslazione a questa chiesa, fu destinato invece per l'arcivescovato di Creta. Ne rimase intanto vacante la sede, e solamente nel 1566 il senato vi destinò ad occuparla il veneziano

(1) Ved. il Contarini, nella dissert. De episc. ad Istr. Eccl. ex ord. praed, assumptis, pag. 31: ved. anche il Coleti mss.

cit., cart. 130 a tergo e 131.

(2) Num. XXXI dei Misti, pag. 31.

MARINO Micheli, cui sappiamo, avere ottato in quello stesso anno alla sede torcellana, ma non esservi rimasto, perchè non ebbe che 22 voti in favore e 41 contrarii. E nel 1568 ottò, benchè con simile successo, all'arcivescovato di Greta. L'ultima notizia, che s' abbia di lui, è, che il dì 15 aprile 4374 concedeva indulgenza di dugento giorni alla confraternita dei flagellanti di san Giambattista di Pirano. Non è poi vero, ch' egli sia stato promosso alla sede di questa chiesa dall' antipapa Clemente VII; si perchè la repubblica di Venezia non aderì a quello scisma; si perchè la sua promozione si trova registrata nei libri del senato veneto; e si perchè quell' antipapa usurpò la sede romana nel 1578, e Marino era già vescovo nel 1566. Nè si può dire che vivesse più oltre dell'epoca indicata di sopra ; perciocchè in quello stesso mese, dieci soli giorni di poi, si trova già vescovo di Cittanova un LEONARDO II, il quale come narra il Naldini (1), coi vescovi Lodovico Morosini di Capodistria, Gisberto di Parenzo, Guido di Pola, e Nicolò di Pedena, consecrò la chiesa di sant' Autonio abate nel castello di Pirano. Non posso a meno per altro di non avvertire, che la combinazione dei suddetti vescovi nell' anno 1574 non è esatta quanto a Guido di Pola, perchè in quell' anno ne possedeva la sede un Nicolò. Due anni dipoi, soltentrò al governo della chiesa emoniense il francescano FR. NICOLÒ III, a cui, nell'anno seguente, venne dietro AMBROSIO da Parma, il quale nel 1561 era canonico di Cividale, poi arcivescovo in Sardegna, donde passò a questa sede e finalmente nel 1580 fu trasferito al vescovato di Concordia. Dopo la quale traslazione, i registri del senato veneto ci manifestano nello stesso anno 1580 la elezione di un Francesco Bollani, gentiluomo veneziano, e nel 1581 more veneto, cioè nel 1582, l'elezione di un Giovanni Quirini, frate non so di qual ordine; ma nè l'uno nè l'altro venne al possesso di questa chiesa forse al papa non piacque di approvarne la nomina. Alla fine, in quel medesimo anno 1582, fu eletto ed approvato PAOLO da Montefeltro, il quale non all' antipapa Clemente VII, ma al pontefice Urbano VI obbediva. Nè sia una prova il diploma delle indulgenze da lui concesse, nel 1588, alla chiesa dei domenicani di Capodistria, nel quale si leggono le note cronologiche: Datum Emon. in nostra ecclesia cathedrali, sub nostri pontificalis appensione sigilli, III kal. Septembris, pontificatus sanctissimi in Christo patris et D. N. Urbani divina providentia papae VI

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(1) Corograf. Eccles. di Capo d' Istria.

anno XI, Christi 1388. E poi, lo ripeto, la repubblica di Venezia non aderi a quallo scisma. Di varie consecrazioni di chiese e di altari si ha notizia, nel 1594 e nel 1397. Egli mori nel 1401. Nel qual anno medesimo, il pontefice Bonifacio IX, il dì 28 settembre, aveva promosso a questa sede Giovanni priore dei canonici regolari di san Salvatore in Venezia ; ma non volle egli per guisa alcuna accettarne l'incarico. Perciò il pontefice stesso con bolla de' 22 febbraro dell'anno seguente lo scioglie dalla promozione e lo rimette nella sua dignità priorale (1); ed alla vedova chiesa fu promosso perciò LEONARDO III, in quell'anno stesso. Egli consecrava, nel 1404, il di 4 aprile, l'altare di santa Caterina, nella chiesa di santa Maria della pieve di Foganeto (2).

Qui è d'uopo inserire un vescovo, sconosciuto finora a quanti scrissero su di questo argomento. Egli è FR. ANTONIO Correr, già vescovo di Brescia, poi di Cittanova, e nel 1409 trasferito al vescovato di Ceneda. Ce ne assicurano i registri del senato: sicchè ci è d'uopo notarlo circa l'anno 1408. Troviamo dopo la traslazione di lui, nel 4409, il vescovo FR. GIOVANNI VIII da Montina, francescano conventuale, promosso a questa sede assai prima del di 9 settembre; perciocchè nell' archivio emoniense trovasi un documento di lui (5), colla data 15 maggio 1409. Ed un altro se ne trova del suo vicario generale fr. Antonio domenicano, colla data del 1 giugno 1440. E nel medesimo anno se ne trova un altro dello stesso fr. Antonio; non più come vicario generale del vescovo fr. Giovanni, ma del suo successore FR. TOMMASO Paruta- Tomasini, domenicano: il quale visse al governo della sua chiesa sino all'anno 1420. Nel tempo ch' egli ne teneva la sede, trovasi vescovo di essa un Jacopino, il quale nel 1444, il dì 9 dicembre, consecrava un altare in Venezia nella chiesa de' servi, in compagnia de'vescovi Nicolò di Nona e Paolo di Pedena (4); e di questo medesimo Jacopino si trova menzione anche in una carta del 1446, rogata in Venezia. Egli non potrebb'essere che un vescovo illegittimo, eletto da Gregorio XII, dopo la sua deposizione dalla dignità pontificia. Di fr. Tommaso abbiamo inoltre la notizia, che, reduce dal concilio di Costanza, consecrò, nel giugno del 1419 la chiesa di san Giorgio maggiore in Venezia. Nel 1420 fu

(1) Ved. il Coleti, il quale nelle sue schede ined. copiò questa bolla: cart. 132 a tergo.

(2) Ved. il Coleti, ivi.

(3) Pergam. num. XVI.

(4) Flam. Corn. Eccl. l'en., tom. 11, pag. 7.

trasferito al vescovato blense, donde alla sede di Traù, e poscia alla bellunese. DANIELE Gario, trivigiano, lo sussegui nel 1421, trasferito cinque anni dopo, a Parenzo. Qui successegli, nel 1426, FILIPPO Paruta, a cui l'anno dopo venne dietro GIOVANNI IX Morosini, commemorato col solo nome Joannes Æmoniensis episcopus in una carta del 1442, la quale conservasi nell'archivio di Cittanova (1). Vivente lui, il papa Eugenio IV decretò l'unione di questa chiesa con quella di Parenzo, tostochè ne fosse rimasta vacante la sede o per rinuncia o per morte: ma il decreto non ebbe effetto, perchè la chiesa emoniense fu affidata invece in commenda al patriarca di Grado, e poscia a quello di Venezia. Perciò ne furono commendatarii successivamente, nel 1449, Domenico Michel, patriarca di Grado; nel 4451, san Lorenzo Giustiniani, primo patriarca di Venezia; nel 1456, Maffio Contarini; nel 1460, Andrea Bondimero; nel 1464, Gregorio Correr; nel 1466, Maffio II, cardinale Gerardi; ed in quest' anno medesimo ne cessò la commenda, e la chiesa di Emonia ebbe di bel nuovo i suoi vescovi. Ne ricominciò la serie FRANCESCO Contarini gentiluomo veneziano, e le notizie di lui si estendono sino all' anno 1495. Infatti, il senato a'24 di luglio scriveva all' ambasciatore della repubblica Girolamo Zorzi, residente in Roma, ed indicavagli vacante la chiesa di Cittanova per obitum ven. patr. Francisci etc. Perciò vanno esclusi dalla serie dei vescovi emoniensi Agostino e Nicolò, cui piacque a taluno inserire. L'immediato successore di Francesco fu MARC' ANTONIO Foscarini, gentiluomo veneziano; di lui la prima notizia si ha sotto il dì 15 febbraro 1495 more veneto, cioè 4496, ed è una carta con cui confermava a Marco Morosini l'investitura di Corneda. Altre notizie si hanno di lui, che il dì 20 luglio 1515 consecrava la chiesa di san Rocco nel castello di Umago, ed il 29 giugno 1524 consecrava quella di sant' Antonio in Valle. A lui venne dietro, in questo anno stesso, il conventuale FR ANTONIO Marcello, da Cherso, già arcivescovo di Patrasso; non prese il possesso di Cittanova, che il dì 6 aprile 4522. Mori in patria nel 1526. Poi la sede ritornò di bel nuovo in amministrazione e ne furono amministratori successivamente i due cardinali Francesco ed Alvise Pisani. Poi nel 1555 riebbe i suoi vescovi; dei quali fu il primo JACoro Benedetti, veneziano; a cui successe nel 1546 ALESSANDRO Orsi, bolognese, qualificato anche nell' anno seguente col titolo di

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(1) Sotto il num. XXXVII.

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