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eletto (1). Un documento dell' anno 1555, Indictione XI, die vero XIII mensis Aprilis, ricorda l'erezione da lui fatta delle due parrocchie di Carsette e di Tribuno (2). Probabilmente nel 1559, rinunziò il vescovato ed andò a Roma, ove mori li 51 luglio 1561; dico rinunziò nel 1559 il vescovato, perchè in quell' anno stesso trovasi vescovo di questa chiesa BERNARDO SUriano, a cui, il di 23 marzo, il comune di Adria scriveva lettere di congratulazione per lo suo innalzamento a questa sede episcopale. Dopo due soli anni gli successe FRANCESCO II (non Matteo) Priuli, il quale poco dopo fu trasferito al vescovato di Vicenza. Di nuovo il cardinale Alvise Pisani riassunse allora l'amministrazione di questa chiesa; ma per breve tempo, perchè nel 1570 le fu eletto ordinario pastore il domenicano FR. GRROLAMO Vielmi, padovano, vescovo allora di Agricola e suffraganeo, ossia coadjutore, del vescovo di Padova. Prese il possesso per procuratore il dì 4 settembre dello stesso anno. Consecrò, due anni dopo, la sua chiesa cattedrale: ottenne coadjutore, nel 1578, con speranza di futura successione, Alessandro Avogadro, il quale mori prima di lui. Egli morì a'7 marzo 1582. In quell'anno stesso ebbe successore il vicentino ANTONIO II Saraceno: mandò suo procuratore nel 1596, al sinodo provinciale aquilejese Orazio Busino fu sempre infermo in Murano, ove anche morì il di 7 novembre 1606; fu portato ad aver sepoltura nella chiesa di santa Corona in Vi-' cenza. Quindi nell'anno stesso fu eletto a succedergli FRANCESCO III Manini, di Maniago, in diocesi di Udine, abate di san Michele di Pola. Ristaurò l'episcopio nel 1644, come da epigrafe ivi scolpitagli (5). Mori in Udine a' 29 settembre 1619 e fu sepolto nella chiesa di santa Maria delle Grazie, con relativa iscrizione. Di là più tardi fu dissotterrato, e deposto dinanzi all' altar maggiore, con la breve epigrafe:

:

TERRENA

FRANCISCI EPISCOPI MANINI
CINERVM HAEC REQVIES

Nel 1620 fu promosso al vescovato emoniense EUSEBIO Caimo, udinese, canonico di Aquileja: mori in Verteneglio li 19 ottobre 1640 e fu

(1) Ved. il Coleti, mss. ined. della Marcina, cart. 137..

(2) Archiv. di Emon. e Regest. della

colleg. di Buje.

(3) Ved. il Coleti, ms. ined., luog. cit., cart. 138.

trasportato a sepoltura in Udine in santa Maria delle Grazie. Successore nell'anno seguente gli fu eletto JACOPO-FILIPPO Tomasini, padovano, visitatore della congregazione de' canonici regolari in san Giorgio in Alga, nella laguna di Venezia. Tenne sinodo diocesano nel 1644: morì in Padova il dì 15 giugno 1655 e fu sepolto nella chiesa di santa Maria in Vanzo, nella cappella di san Giovanni, con relativa iscrizione. Sottentrò al governo della vedova chiesa, in quell' anno stesso, GIORGIO Darminio, candiotto da Tine, vescovo di Caorle; a cui nel 1674 venne dietro JACOPO II Bruti, giustinopolitano, canonico in patria. Tenne anch'egli il sinodo diocesano nel 1674: mori in Buje, nel novembre del 1679 ed ivi fu sepolto nella chiesa di santa Maria, con relativa epigrafe. Gli successe, soltanto addi 19 giugno 1684, l' udinese NICOLÒ IV Gabrieli. Nel tempo del suo pastorale governo avvenne, che una banda di pirati approdarono a Cittanova, la saccheggiarono, e trassero seco quarantasette prigionieri. Egli con paterna sollecitudine adoperossi a rincorare dallo spavento e dalla desolazione quel popolo, ed a sue spese adornò di nuove suppellettili le chiese spogliate da coloro, e riscattò i prigionieri. In Buje ristaurò il palazzo vescovile, e vi fece dipingere la serie dei vescovi suoi antecessori. Ad istanza del cardinale Giovanni Dolfin patriarca di Aquileja, fece la visita pastorale di tutta la vasta diocesi aquilejese. Finalmente, spossato per le molte e lunghe fatiche, rinunziò nel 1717 il vescovalo e si ritirò in patria, ove mori a' 42 giugno 1718. Dopo la sua rinunzia, nell'anno stesso fu eletto a succedergli DANIELE Sansoni, veneziano, già suddiacono titolato di san Mosè, poi vescovo di Caorle, donde fu trasferito a questa chiesa. Morì di apoplessia il di 4 febbraro 1725, in Cittanova, ed ebbe sepoltura in quella cattedrale. Nel giugno susseguente, il dì 11 fu promosso a rimpiazzarlo il domenicano FR. VITTORIO Mazzocca, veneziano, uomo di molta scienza e virtù: lo consecrò il papa stesso, ch'era Benedetto XIII, il dì 24 di quel mese tenne il sinodo diocesano nel 1730: fu nominato l'anno appresso per l'arcivescovato di Corfù (1), ma la sua grave età non gli permise di accettarne l' incarico. Mori in Venezia il dì 14 maggio 1752, e fu sepolto nella chiesa dell' ordine suo a san Domenico di Castello, ov' era stato priore. Nella sacrestia gli era stato collocato un busto marmoreo, con sotto la relativa iscrizione.

(1) Ved. il Ripollo, Bull. Ord. Praed., tom. VI, pag. 708.

Soltentrò in sua vece al governo della vedova chiesa, addi 21 luglio dell'anno stesso, il veneziano GASPARO de' Negri, il quale consecrò, nel 1758, il di 27 aprile, la chiesa de' santi apostoli Simone e Giuda, in Venezia; come attesta la relativa epigrafe. Di qua fu trasferito alla sede di Parenzo, il di 22 gennaro 1742. E qui venne a surrogarlo, cinque mesi e mezzo di poi, cioè, il di 4 luglio, MARINO II Bozzatini, da Pieve di Sacco, in diocesi di Padova; era canonico della collegiata in patria. Fu consecrato vescovo il di 15 dello stesso mese: mori in Buje, dodici anni dopo, il di 9 luglio, ed ivi fu sepollo con onorevole iscrizione. Lo sussegui STEFANO Leoni da Cattaro, il di 16 settembre 1754. Rizzò l'altare de' santi Massimo e Pelagio in cattedrale: mori il 9 maggio 1776, e fu sepolto nella i tomba, che vivente s' era preparata. Gli fu scolpita di poi oporevole iscrizione. Poco più di due mesi appresso, fu provvista la sede colla promozione dello zaratino FR. GIANDOMENICO Stratico, domenicano : tenne il sinodo diocesano nell' anno 1780: nel febbraro del 1784 fu trasferito al ve scovato di Lesina. In quell'anno stesso, addi 20 settembre, fu eletto a successore di lui Antonio II Lucovich, da Perzagno, ov'era arciprete, in diocesi di Cataro. Ed a lui, nel di 1 giugno 1795, venne dietro TEODORO Loredan Balbi, nato a Veglia, il quale mori il giorno 23 maggio 1851.

Sino dal di 5 luglio 1828, il pontefice Leone XII aveva decretato la soppressione di questa diocesi, e l'unione di essa al vescovato di Trieste, colla condizione, che se ne dovesse eseguire il decreto quando fosse morto il vescovo Balbi. Perciò, nel 1831, essa fu soppressa ed aggregata alla tergestina : nè verun'altra memoria resto della sua antica dignità, se non una collegiala, a cui servono due canonici curati, presieduti da un cadonico arciprete. Qui soggiungo, a compimento della narrazione, la serie cronologica de' suoi sacri pastori.

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XLIII. Nell'anno

XLIV. XLV. XLVI.

XLVII.
XLVIII.

XLIX.

L.

LI. LII. LIIT. LIV. LV. LVI. LVII. LVIII. LIX.

1410. Fr. Tommaso Paruta Tomasini.
1416. Jacopino, illegittimo.
1421. Daniele Gario.
1426. Filippo Paruta.
1427. Giovanni IX Morosini.
1449. La chiesa diventò commenda dei patriar-

chi di Grado e poi di Venezia.
1466. Francesco Contarini.
1496. Marc' Antonio Foscarini.
1526. Di nuovo in commenda.
1555. Jacopo Benedetti.
1546. Alessandro Orsi.
1559. Bernardo Suriano.
1561. Francesco II Priuli.
1570. Fr. Gerolamo Vielmi.
1582. Antonio Saraceno.
1606. Francesco III Manini.
1620.' Eusebio Caimo.
1641. Jacopo-Filippo Tomasini.
1655. Giorgio Darminio.
1671. Jacopo II Bruti.
1684. Nicold IV Gabrieli.
1717. Daniele Sansoni.
1725. Fr. Vittorio Mazzocca.
1752. Gasparo de' Negri.
1742. Marino Bozzatini.
1754. Stefano Leoni.
1776. Fr. Giandomenico Stratico.
1784. Antonio II Lucovich.
1795. Teodoro Loredan Balbi.

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LX.

LXI.

LXII.
LXIII.

.LXIV.
LXV.
LXVI.
LXVII.
LXVIII.

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