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preceda il di 21 gennaro 1471: la quale notizia è una bolla del papa Sisto IV, ottenuta ad istanza di lui contro gli usurpatori dei beni della chiesa di Parenzo. Perciò, se il dì 21 gennaro 1471 il papa spediva ad istanza di lui quella bolla; le istanze di lui devono avere preceduto di più giorni cotesta data; ed egli dunque trovavasi di già al possesso della cattedra episcopale anche nel precedente dicembre 4470. Queste osservazioni dimostrano fallace la notizia dataci dall' Ughelli e dalla serie parentina, che ne posticipa il vescovato sino all'anno 1472. Gli atti, che lo commemorano, continuano sino al giorno 3 giugno 1475. L' anno dipoi, gli successe SILVESTRO Quirini, gentiluomo veneziano egli pure: nel 1453 era diventato decano del capitolo di Cividale. Poco visse al governo della chiesa di Parenzo; perchè nel seguente anno gli veniva sostituito il padovano NICOLÒ Franco, le cui memorie nell' archivio non oltrepassano il giorno 2 dicembre 1482: forse viss'egli più oltre ancora; ma non se ne ba notizia. Tuttavolta è inesatta l'indicazione della serie parentina, che gli segnò il successore sotto l'anno 1487; mentre ci è noto per documenti, che nel dì 4 marzo 1486 il pontefice Innocenzo VIII promoveva al vescovato di Parenzo il domenicano FR. TOMMASO Catanei, cui poco dopo trasferi al vescovato di Cervia, senzachè fossero neppure state spedite le lettere apostoliche della sua prima elezione. E nell' atto, che trasferivalo a quella chiesa, elesse per questa il bresciano GIANNANTONIO de' Penoni; sicchè la sua elezione appartenne all'anno 4486 e non al 4487; ed il suo cognome non era Pavaro, ma de' Penoni. Successore di lui, nel 1500, fu il bergamaSCO ALVISE Tasso, di cui non si conosce che un solo documento del seguente anno; ed un ristauro, da lui fatto eseguire in cattedrale, è commemorato ivi da una lapide che mostra l'anno 1508. Gli successe nel 4516 il bolognese GEROLAMO Campegi; a cui nel 1555 venne dietro LoRENZO II, veneziano: ed a questo, quattro anni dipoi fu sostituito il bolognese GIOVANNI VII Campegi, il quale nel 1550 era stato canonico in patria e nel 1549 n'era diventato arcidiacono: dal vescovato di Parenzo sali nel 4555 a' 6 di maggio all' arcivescovato di Bologna. Qui perciò, nello slesso anno, gli fu surrogato il bresciano PIETRO II Gritti; di cui fu successore, vent'anni dipoi, CESARE de Nores. Questi nel 1596 fu al sinodo tenuto in Udine a nome del patriarca di Aquileja. Mori nel 1597; nel qual anno medesimo ebbe la chiesa parentina un amministratore, postogli da Clemente VIII, finchè nel 1598 le fu eletto a pastore il veneziano gentiluomo

GIOVANNI VII Lippomano, il quale mori nel 1615 e fu sepolto nella chiesa di san Nicolò di Monticello, presso a Conegliano nella diocesi di Ceneda, ove s'era ritirato a finire i suoi giorni in pace, dopo di avere fatto la rinunzia del suo vescovato sino dall' anno 1608. Sul sepolcro gli fu scolpita l'epigrafe :

D. O. M.

IOANNIS LIPPOMANI PAT. VENET.

PATRIAE FORIJVLI COM.

AC PARENTII EPISCOPI

CINERES HIC JACENT.

VINIT ANNOS LIX.
OBIT ANNO M. DC. XIII.

Nell'anno 1608, a' 9 di febbraro, veniva eletto in sua vece vescovo di Parenzo l'udinese LEONARDO Tritonio, già canonico di Aquileja, il quale mori in Udine nel giugno del 1631, ed ebbe sepoltura nella tomba de' suoi maggiori. Fu scrittore pregiato di varie operette (4). Un suo fratello, RUGGIERO Tritonio, gli fu sostituito il dì 4 febbraro 1652 (non 4655): fu bensì consecrato nel 1655, il giorno 13 febbraro, in Roma, nella basilica di santa Maria Maggiore. Morì il giorno 25 luglio 1644 in Orsera, dove i vescovi di Parenzo avevano incominciato a trovare migliore residenza, che non in quella città. Ivi fu sepolto d' innanzi all'altar maggiore. Nello stesso anno sottentrò nel governo della chiesa parentina il bresciano GIAMBATTISTA del Giudice, il quale mori similmente in Orsera il dì 25 gennaro 1666 fu trasferito a Parenzo, ove fu sepolto nella tomba del suo predecessore Cesare de Nores. Ne fu successore l'anno dipoi, NICOLÒ II Caldana, da Pirano, il quale non visse che un triennio soltanto: mori in Pirano, ed ebbe sepoltura in quella collegiata, ove gli fu anche scolpita l' epigrafe :

(1) Ved. il Coleti, ms. inedito della Marciana, cod. CLXV della clas. IX, cart. 235.

ISTA TIBI, NOSTRAE DECVS O Venerabile gentis,
GRATA NIMIS POSVIT DEBITA SIGNA NEPOS.
EXCIPE VOTA LIBENS; AMPLEXvs jyngere verOS
DONEC DET PIETAS, MORS, AMOR, etura, Devs.

La sede parentina fu provveduta quindi, nel 1670, coll'elezione del bergamasco ALESSANDRO Adelasio, che nel 1712 fu susseguito dal veneziano ANTONIO II Vaira, già canonico di Cividale sino dal 1680. A lui nel 1718 venne dietro il vescovo PIETRO III Grassi, di Chioggia ed a questo, nel 1751, il bergamasco domenicano FR. VINCENZO II Mazzoleni. Era arcivescovo di Corfù sino dall' anno 1727, ove aveva dato non dubbie prove del suo pastorale zelo per la salute delle anime affidategli. A quell'arcivescovato era stato promosso di spontanea volontà del pontefice Benedetto XIII, in ricompensa delle tante fatiche sostenute per l'addietro, nei difficili incarichi, che gli erano stati appoggiati. Anzi, per maggiormente mostrarne la stima e la benevolenza, il pontefice stesso avevalo consecrato. Alla sede vescovile di Parenzo; conservando per altro, com'è costume, anche il titolo di arcivescovo; fu trasferito il dì 18 giugno del suindicato anno 1751. Ne prese il possesso per procura, il dì 8 settembre dell'anno stesso, ed il giorno 25 del successivo novembre vi fece il suo solenne ingresso. Tenne il sinodo diocesano nel 1755. Stimato ed amato da tutto il suo gregge, mori nel 1744 il dì 16 dicembre, e fu sepolto in cattedrale con onorevole epigrafe. In Venezia, nella sacrestia del convento dell'ordine suo, a san Domenico di Castello, era stata collocata la sua effige marmorea, adornata altresì di onorevole iscrizione (1).

Successore di lui sottentrò nel governo della santa chiesa parentina il veneziano GASPARO Negri, ch' era già vescovo di Emonia sino dal 1752 a questa fu trasferito il dì 22 gennaro 1742. Mori nel gennaro del 1778. Nel qual anno medesimo, il primo giorno di giugno, fu provveduta la vedova chiesa, col trasferirle dalla sede di Pola il vescovo FRANCESCO II POlesini, nato a Montona, castello della diocesi parentina. Nel tempo del suo

(1) Entrambe queste iscrizioni furono raccolte dal Coleti, nelle sue schede inedite, luog. cit., cart. 237, a tergo.

pastorale governo, gli sconvolgimenti politici e la volontà altresì dell' imperatore Giuseppe II, e forse più di tutto la povertà dei due vescovati di Parenzo e di Pola, suggerirono il progetto di una unione delle due sedi ; la quale d'altronde non potevasi effettuare, finchè vivevano i due prelati, che disgiuntamente le possedevano. Convenne adunque aspettarne la morte. Ma questa non accadde al parentino, che nel gennaro del 1819, benchè il vescovo di Pola avesselo prevenuto di quasi diciassette anni. Tuttavolta non per anco se ne effettuò l'unione. La chiesa parentina rimase vacante otto anni e più: la polana perciò ne rimase per ben venticinque. Ma qui mi è d'uopo far sosta, ed esporre la cronologica progressione dei vescovi di Parenzo, per poi passare alla narrazione delle vicende della chiesa di Pola, e finalmente riassumerne il racconto congiuntamente.

SERIE DEI VESCOVI

Nell'anno 521. Eufrasio.

In anno incerto.

Elia.

I.

II.

III.

IV.

V.

VI.

VII.

VIII.

IX.

X.

XI.

XII.

XIII.

XIV.

XV.

XVI. Nell'anno

XVII.

XVIII.

XIX.

XX. Circa l'anno 1045. Arpo.

XXI.

1050, Orso,

Nell'anno

579. Giovanni.

In anno incerto. Raulino.

In anno incerto.

Nell' anno

In anno incerto.

Agnello.

679. Aureliano.

Staurazio.

Lorenzo.

Giuliano.

Domenico.

Antonio,

Passivo,

Flendemano,

Eriperto.

Andrea,

961. Adamo.

999. Andrea II.

1015. Sigimbaldo.
1028. Ingelmaro.

XXII.

Nell'anno.

1055. Adelmano.

XXIII. In anno incerto. Cadolo.

XXIV.

XXV.

XXVI.

XXVII.

Redemondo.

XXVIII.

Vincenzo.

XXIX. Nell' annb 1158. Uberto.

XXX.

4174. Pietro.

XXXI. In anno incerto. Giovanni II.
Nell'anno 1200. Fulcherio.

XXXII.

XXXIII.

1249. Adelperto.

XXXIV.

1245. Pagano II.

XXXV.

1249. Giovanni II.

XXXVI.

1256. Otone.

XXXVII.

1282. Bonifazio.

XXXVIII.

1501. Bernardo.

XXXIX.

1505. Bonifazio II.

1510. Fr. Graziadio.

1546. Fr. Irando.

1525. Domenico II.

1528. Fr. Giovanni IV.

1567. Fr. Gioberto Zorzi.

1588. Fr. Giovanni V. Lombardo.

1415. Fantino Valaresso.

1425. Daniele de' Rampi.

1455. Angelo Cavazza.

1440. Giovanni VI da Parenzo.

1457. Placido Pavanello.

1464. Francesco Morosini.
1470. Bartolomeo Barbarigo.
1476. Silvestro Quirini.
1477. Nicolò Franco.

1486. Fr. Tommaso Catanei.

1486. Giannantonio de' Penoni. 1500. Alvise Tasso.

XL.

XLI.

XLII.

XLIII.

XLIV.

XLV.

XLVI.

XLVII.

XLVIII.

XLIX.

L.

LI.

LII,

LIII,

LIV.

LV.

LVI.

LVII.

Pagano.

Nell' anno 1414. Bertoldo.

In anno incerto. Terongo.

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