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DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

MAGONZA

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AGONZA (Moguntin). Città con residenza vescovile del granducato di Assia-Darmstadt, già capitale dell' elettorato di Magonza, ora capoluogo della provincia del Reno o dell'Assia Renana e di un

cantone. È situata questa conside rabile città di Germania in posizione incantevole, sulla riva sinistra del Reno, un poco al di sotto del confluente del Meno, in faccia alla sua foce ed alla città di Cassel. Questa città fortificata che appartiene alla confederazione germanica, può dirsi la fortezza più formidabile dell'Alemagna. È fabbricata quasi in forma di semi circolo, parte in pianura e parte sul pendio di una collina: ha dieci porte, cinque dal lato di terra e cinque dal lato del Reno; da questa ultima parte le fortificazioni sono semplici, ma dal lato di terra sono estese e complicate. All'estremità sud evvi una cittadella; a quella del nord vi sono due lu

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nette, e nella parte sud-ovest sei forti ed un ridotto trincierato; la maggior parte di queste opere ha delle casematte. Dalla parte del nord e al di là degli spalti, vari trincie. ramenti furono innalzati verso la

fine del secolo XVIII. Un bel ponte di battelli lunghissimo, difeso da una testa di ponte, attraversa il Reno in prospetto della città, e mette capo a Cassel, capitale dell'Assia elettorale; alquanto sopra evvi un'isola assai fortificata. Sul

Meno, ad un quarto di lega al di sopra del suo confluente, e presso al villaggio di Costheim, evvi un altro ponte di battelli, altresì difeso da una fortissima testa di ponte. Tutte queste opere sono troppo estese, mentre esigono una guarnigione di più che trentamila uomini per loro difesa. Magonza ha l'interno aspetto non molto bello; molte case sono vaste e grandi, ma poche hanno una bella architettura: tra le sue molte piazze

primeggiano quella di Guttemberg e la Verde. I principali edifizi so no l'antico palazzo elettorale, convertito in ospedale militare nel 1793, ed ora assai danneggiato; l'edifizio de'cavalieri dell'ordine teutonico, e l'arsenale, tutti situati dal lato del Reno, e che godono delle magnifiche vedute; i palazzi delle famiglie Stadion, Ostein, Bassenheim ed Etz; il palazzo vescovile detto Martinsburg; la cattedrale eretta nel secolo XII, vasto edifizio, sormontato da un'altissima cupola; la chiesa di s. Ignazio, di cui si ammira l'architettura e le pitture della volta; la chiesa di s. Pietro, e l'antica chiesa di s. Stefano, la cui bella torre offre una veduta assai pitto resca. Vi sono qua e là belle fontane, che adornano la città. In generale, la maggior bellezza di Magonza consiste nelle magnifiche vedute ch'essa presenta, quantunque un poco limitate dal lato del sud e dell'ovest. Evvi sulle rive del Reno un bel passeggio ed una strada ove sbarcano le merci; la veduta di cui si gode dalla estremità del ponte è in vero sorprendente. Aveva Magonza una cele bre università fondata, o secondo altri ristabilita dall'arcivescovo Thierryo Teodorico d'Isenburg nel 1477, e che venne soppressa nel 1790. In oggi vi è in vece un ginnasio, un seminario, una scuola di medicina, una di veterinaria, una biblioteca di circa centomila volumi, gabinetti di medaglie, di storia naturale, di fisica e meccanica, museo di antichità, ed una galleria di quadri. Possiede delle fab briche di tessuti, ed un'elegante tipografia nell'ospedale di s. Rocco; 1 vini di Francia e del Reno, e così pure i prosciutti de'ti di

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Magonza, formano gli oggetti i più importanti del suo commercio assai attivo, essendo anche quello di transito e di navigazione del fiume che procura molti benefizi alla cit tà, anche per godere la franchigia il suo porto. Conta circa trentamila abitanti, fra i quali si contano parecchie migliaia di ebrei. I dintorni sono bellissimi e bene coltivati; si vede ad Eichelstein, a poca distanza da Magonza, un monumento che si crede eretto in o nore di Druso, che vi morì di febbre violenta o da una caduta di cavallo, e non lunge presso Zahlbach vedesi un acquedotto roma. no, ma in rovina.

L'elettorato di Magonza fu un antico stato di Germania nel circolo del Basso Reno, posseduto in Sovranità dall' arcivescovo elettore di Magonza, uno de' tre elettori ecclesiastici dell'Impero (Vedi). Aveva circa 486 leghe quadrate di estensione, somministrando vini squisiti, ottimi pascoli per nudrire molto bestiame, saline, miniere di ferro, ec. Il suo territorio estendevasi sulle due rive del Reno, fra il Palatinato e Treveri, e si divideva in due parti, cioè il Rhingaw ed il Bergstrasse: dominava su gran parte de'territorii della Veteravia e della Franconia, non che sui paesi d'Eichsfeld e d'Erfurt. Questo paese si trova oggi ripartito fra l'Assia-Darmstadt, il circolo bavarese del Reno inferiore, la parte meridionale del ducato di Nassau, l'Assia elettorale, e la provincia prussiana di Sassonia. Non bisogna con. fonderlo coll' arcivescovato di Magonza, ch'era un po' meno considerabile. L'arcivescovo di Magonza, elevato a questa dignità per la lis bera elezione del grande suo ca

pitolo, o per meglio dire eletto dai ventiquattro primi canonici, era ar cicancelliere dell'impero, decano perpetuo del collegio degli elettori, aveva la direzione esclusiva di tutte le deliberazioni degli stati, era guarda-archivi e matricole dell'impero, aveva il diritto di convocare il col legio elettorale, e dirigere le assemblee generali e particolari, e presso di esso tutti i deputati alla dieta dovevano far legittimare i loro poteri prima di essere ammessi alle assemblee; il perchè più volte i Pontefici loro diressero lettere e rimostranze, avendone fatto menzio ne delle principali all'articolo E. lettori del sacro romano impero (Vedi), dove parlammo di altro riguardante l'elettore di Magonza, come delle sue prerogative e pre cedenza; di che tenemmo pur proposito all'articolo IMPERATORE, che coronava quando la coronazione si faceva fuori della metropolitana del. l'elettore arcivescovo di Colonia (Vedi), ciocchè poi si praticò al ternativamente con esso. Una volta spettava all'arcivescovo di Magonza coronare il re di Boemia, dirit. to che passò nel XIV secolo al l'arcivescovo di Praga, capitale del la Boemia. S. Leone IX dichiarò gli arcivescovi di Magonza legati apostolici della Chiesa romana nelle parti della Germania. Urbano VIII nel 1630 diede ai cardinali ed ai tre elettori ecclesiastici, compreso il Maguntino, il titolo di Eminenza (Vedi). Come principe del l'impero prendeva dall'imperatore l'investitura del temporale gover. no. Questo arcivescovato sovrano ebbe fine nel 1802, pei motivi e al modo che dicemmo all' articolo Germania (Vedi). Capitale dell'elettorato era Magonza, ed allora

questa città, siccome sede de' principi elettori, avea le vie ingombre di gente, le arti, le scienze e le industrie fiorivano nel suo seno, tutte le nazioni aveano vincoli com. merciali con essa.

Di Magonza gli antichi autori fanno spesso menzione, e particolarmente Tolomeo, Tacito, s. Girolamo, Ammiano Marcellino, Eginardo, ec. Alcuni prendono la etimologia del suo nome da Magog, figlio di Japeto, da Maganzio troiano, e da certi Magi che contribuirono, dicesi, alla sua fondazione. Serrario, uno degli storici di Magonza, pensa forse più ragionevolmente degli altri, e come lo prova Floro nella sua storia, che sia stata fondata, o almeno considerabilmente ingrandita dieci anni prima di Gesù Cristo, da Nerone Claudio Druso Germanico, genero dell'imperatore Augusto e fratello di Tiberio. Altri dicono che Marco Agrippa, uno dei luogotenenti di Augusto, avea posto un campo munito dove ora si innalza la città, per difendersi dai germani che scendevano dal monte Jannus; e che poi il detto Druso Germanico fabbricò nel luogo medesimo la fortezza Magonziaca. Druso Germanico, padre dell'altro celebre Germanico, morì presso Magonza, ove Augusto gli fece innalzare un monumento: il canale che Druso fece scavare per unire il Reno all' Issel, portò lungo tempo il nome di Fossa Drusiana. II p. d. Giuseppe Fuchs narra nell' Istoria antica di Magonza, che essendo Druso meritamente adorato dall'armata e dai popoli, nel trasporto del cadavere da Magonza a Roma tutte le città e colonie gli celebrarono solenni esequie, ed in persona incontrò à Pavia il con

voglio funebre lo stesso Augusto che l'avea dichiarato suo successore, il quale ordinò ch'entrasse in Roma cogli onori consolari e trionfali, perchè eragli stato decretato il trionfo. È certo che i romani ne fecero una piazza di guerra importante, onde contenere i popoli della Germania, ed impedire che venissero ad invadere una porzione della Gallia. Verso l'anno 70 dell'era cristiana la XXII legione romana, reduce dalla presa di Gerusalemme, pose stanza a Magonza, e nel tempo stesso vi giunse il vescovo Crescenzio. Questa città chiamata Moguntiacum, Magontia, Moguntia, Maguntia o Magotia dagli scrittori latini, Mayence dai francesi, e Mainz o Maynz dai tedeschi, stava nel paese dei vangioni, Divenne la metropoli della Ger mania superiore ossia della provin. cia romana della prima Germania, ma le guerre continuate dei romani e dei germani molto nocque. ro alla sua prosperità; questi ultimi se ne impadronirono nel 406, e la conservarono sino al 496, epoca in cui passò in potere dei franchi, in uno stato di decadenza, dopo essere stata spesso rovinata dai batavi al tempo di Vespasiano, dai barbari sotto l'impero di Giuliano, e dai vandali, alani e svevi verso l'anno 413. Si dice che Clodoveo dopo il suo battesimo l'abbia arricchita di diverse chiese, che Dagoberto la riparò considerabil. mente, e che Carlo Magno la restaurò di nuovo, facendovi erigere una chiesa metropolitana ed un ponte sul Reno. Nel supplemento al Giornale ecclesiastico di Roma del 1793, nelle osservazioni di G. H. contro gli Elementi di diritto canonico del p. Filippo Hedderich,

si confuta il falso privilegio che si asserisce ottenuto da questa chiesa da Carlo Magno. Si dice non esser facile chi accordi all' autore, che la fondazione della chiesa di Magonza sia stata fatta nel primo secolo dai discepoli degli apostoli, e molto meno gli si deve accordare, che fra i patti o sia trattati della nazione germanica colla santa Sede, vi sia quello che il papa Adriano I, cioè verso l'anno 773, concesse all'imperatore Carlo Magno il gius eligendi Pontificem, et ordinandi Sedem apostolicam, col privilegio di dare l'investitura agli arcivescovi e vescovi di tutte le provincie. Imperciocchè a quell'epoca Carlo Magno non solamente non era imperatore, ma da poco tempo succeduto al padre nel regno de' franchi, non era mai venuto in Italia; nè presso la santa Sede avea quei meriti personali che acquistossi posteriormente, i quali tuttavia non gli fecero mai acquistare un privilegio, che col tempo avrebbe portato conseguenze funestissime per tutta la Chiesa. Nè di fatti si trova fra gli scrittori francesi antichi e moderni chi abbia preteso ciò, ancorchè sommamente impegnati nel magnificare gli acquisti e le glorie di Carlo Magno. A questi si attribuisce l'erezione in Magonza 'd' un convento e di una scuola.

Fu questa città sotto il dominio dei re d'Austrasia dall' 843 sino al 1025. Nell' 872 un terremoto la danneggiò moltissimo, ed un incendio ne consumò una parte nel 1080. Nel 1105 fecesi nel Natale in Magonza una dieta di tutto il regno tedesco, tanto numerosa che da molti e molti anni non si era veduta una simile, intervenendovi

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