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sede; e nel 679 possedevala CIRIANO, il quale sottoscrisse al concilio romano del pontefice Agatone A lui, nel 725, trovasi di già succeduto un PIETRO; al quale dopo il largo vuoto di tre quarti di secolo, vedesi, nell'806, surrogato il vescovo FORTUNATO. Questi ebbe successore nell' 854, ADALGISIO, detto altresì Mandigisio, erroneamente notato nella Serie polense sotto l'anno 867. Di lui infatti ci conserva notizia l'antichissima epigrafe collocata nella cattedrale, in occasione ch' egli la consecrò: essa è dell'858, ed indica l'anno quinto del vescovato di lui; dunque il suo primo anno fu l' 854. Eccone il tenore :

ANNO INCARNATI DOMINI DCCCLVIII. INDICTIONE VI.
REGNANTE LUDOVICO IMP. AVGVSTO IN ITALIA HANDEGIS
HVJVS ECCLESIAE ELECTVS DEO PROTEGENTE CONSECRAVIT
EPISCOPVS SVAE SEDIS ANNO V.

Di lui si trova menzione altresì in una carta dell'archivio di santa Maria in Porto, di Ravenna (1), per un'enfiteusi di alcuni fondi in Curte que vocatur Panarini: ivi egli è nominato ora Andegisio, ora Aldigasio, ora Mandigisio, episcopus sanctae Polensis ecclesiae. Appartiene la carta all'anno 859, nell'anno X dell'imperatore Lodovico, il dì 24 di aprile. E qui di bel nuovo ci si presenta un vuoto di oltre ad un mezzo secolo. Infatti soltanto nell' 952 troviamo il nome del vescovo GIOVANNI; e nel 964, quando fu consecrata in cattedrale di Parenzo, il primo tra i vescovi, che ne sottoscrissero il documento, fu GASPALDO, polensis ecclesiae episcopus. Dopo di lui; seppur non abbiasi a riputarne alterato il nome, sicchè lo s'abbia a dire lo stesso Gaspaldo; teneva il governo della santa chiesa polense, nel 967, il vescovo GERBOLDO, che sottoscriveva alla donazione fatta alla chiesa di Parenzo da Rodoaldo patriarca di Aquileja. BERTALDO, O Bertoldo, nel 998, è commemorato in atti del patriarcato aquilejese, e persino al 1015 sotto il patriarca Giovanni se ne trovano traccie. Suo successore troviamo nel 1032 GIOVANNI II, il quale nel 1041 sottoscriveva alla donazione del patriarca Popone alle monache benedettine di Aquileja. Era vescovo di Pola, nel 1075, ADAMANTE; e nel 1418 lo era ELLENARDO: per le cui esortazioni, i conjugi Sigifredo ed Eliza donarono i loro beni all' abate ed al

(1) Caps, sacc., IX, X, XI.

monastero di san Michele e di san Clemente martire, situato sul monte, ch'è di rimpetto a Pola; a condizione, che annualmente in suffragio dell'anima di loro e dei loro parenti contribuissero ai canonici di san Mauro di Parenzo sessanta pani ed un'anfora di vino. ANFREDO viveva sulla santa sede polese nel 1149, nè si sa da quanti anni addietro vi sedesse. Nel 1450, gli era succeduto WARNERO, notato erroneamente nella Serie polense col nome di Venerio II. Egli col nome di Warnerio sottoscriveva, due anni dipoi, alla donazione del vescovo Bernardo di Trieste a favore del monastero di san Giorgio maggiore in Venezia (1): Warnerus Polensis episcopus subscripsi. Un documento dell' archivio della cattedrale di Faenza ci fa conoscere un vescovo di Pola, ignorato dall' Ughelli e sconosciuto persino ai sacri dittici polesi, il quale aveva nome RODOLFO, e viveva nel 1154, cosicchè lo si deve riputare immediato successore di Warnero. Basti che di esso documento, ch'è alquanto lungo, io rechi in queste mie pagine il principio e le sottoscrizioni (2):

"In nomine Domini. Anno ab incarnatione ejus millesimo centesimo » quinquagesimo quarto, tempore dompni Anastasii papae et Friderici im» peratoris. ... sancti Floriani. Manifeste rationis est . . ...

>> cum rationibus equitatis eorum

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quia sicut injusta postulantibus

>> rabilium locorum divinis officiis »> non est attribuendus assensus, ita justa et rationabilia contrahentibus » non est denegandus. Ideo ego quidem in Dei nomine Sipotus religiosus » abbas venerabilis monasterii s. Marie de Civita et s. Andree de Insula..,. partibus, cum consensu Anastasii summi pontificis per rescriptum ejus »> nobis notificato, nec non cum jussione et voluntate mei episcopi Rodulphi, nomine et omnium monachorum et confratrum meorum et pro >> cunctis successoribus meis tibi dompno Ugoni canonico sancte Marie » de Porto acceptori per Manfredo priore suprascripte ecclesie canonice » et pro omni congregatione ejusdem ecclesie et pro cunctis successori» bus vestris facimus et ordinamus atque concedimus per enfiteosin pagi» nam perpetuam, idest massam integram que vocatur Quartaregia con»stituta territorio Faventino, plebe s. Stephani in Colorita etc. etc.... » Rodulphus Polensis episcopus consensi et subscripsi.

(1) Ne ho parlato alla sua volta nella chiesa di Trieste, pag. 687; ove devo notare essere sfuggito lo sbaglio tipografico di

avere nolato l'anno 1172, anzichè 1152.

(2) Ved. Mittarelli, Monum. Favent, pag 134.

Johannes archidiaconus Polane ecclesie consensi et subscripsi.

» Johannes diaconus consensi et subscripsi.

» Ursus diaconus consensi et subscripsi.

» Constantius diaconus Polane ecclesie consensi et subscripsi.

» Guariento clerico consensi et subscripsi, etc. »>

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Undici anni prima dell'assegnatogli dall' Ughelli e dalla Serie polana; e perciò nel 1166 e non nel 1477; devesi collocare il vescovo FILIPPO, il quale nell'anno appunto 1166, trovavasi testimonio al documento, con cui Ulrico di Attems, già marchese di Toscana, consegnava al patriarca Ulrico cinque ville da lui ricevute a titolo di beneficio dalla chiesa di Aquileja, acciocchè ne fosse trasferito il titolo a sua figlia Luicarda e ad Enrico da Marzano marito di lei (1). Nell'anno 1180 era vescovo di Pola PIETRO II; e nel 1194 lo era PRODRANO, il quale in quest' anno, non come giudice, ma come semplice testimonio, assisteva alla sentenza pronunziala da Bertoldo marchese dell' Istria a favore di Pietro vescovo di Parenzo. E nel 1218 si ha notizia di un vescovo J forse Joseph, forse Joannes, forse Jeronymus: cui dieci anni dopo era succeduto ENRICO: poscia nel 1246 ci si presenta un GUGLIELMO, il quale figura negli atti della chiesa di Parenzo sino al 1257, e particolarmente, appunto nel detto anno, per l'assistenza alla consecrazione di un altare in Giustinopoli celebrata da Corrado vescovo di quella città. Dalla quale notizia è fatto palese, che l'anonimo N. inserito dall' Ughelli tra i vescovi di Pola, ed ammesso anche dalla serie polana sotto l'anno 1251, egli è lo stesso Guglielmo, commemorato nelle lettere apostoliche del pontefice Innocenzo IV. A lui venne dietro GIULIO, il quale nel 1266 a' 14 di aprile, e nel 1267 a' 15 similmente di aprile è commemorato in atti dell' archivio di san Teodoro del fonte (2). Un altro vescovo di Pola, ignorato dall' Ughelli e dagli stessi dittici della chiesa polense, è GIOVANNI III, il quale nel dicembre del 1282 mandava al sinodo aquilejese del patriarca Raimondo un suo procuratore, che ne sottoscriveva altresì le costituzioni (5) in suo nome. Dopo di lui viene MATTEO, che nel 1297 concedeva indulgenze alla basilica di sant' Antonio

(1) Se ne può vedere il documento presso il de Rubeis, Monum. Eccles. Aquil., pag. 691,

(2) Coleti, ms. ined., cod. CLXVII della

clas. IX, cart. 376, ne portò il primo.

(3) Ne ho portato gli atti in questo vol. stesso: se ne veda la commemorata solloscrizione neila pag. 398.

di Padova, a benefizio spirituale di chi ne avesse visitato le sacre reliquie. E qui un altro vescovo rimane sconosciuto all' Ughelli ed alla serie polana; e fu GUGLIELMO II, il quale, addì 4 giugno 1504, concedeva indulgenze alla chiesa di santa Maria del mercato in san Severino: se ne vede il nome sottoscritto nella serie di tutti gli altri, che similmente ne concedevano (1). Perciò il vescovo FR. ODDO da Sala, domenicano di Pisa, non puossi riputare vescovo di Pola dal 1502 al 1508, come segnano l' Ughelli e i dittici polensi; egli non lo poteva essere prima del 1305; e lo fu sino al 1308, nel qual anno fu trasferito vescovo nella Sardegna. E qui, nell'anno stesso, sottentrò FR. ODDO II, francescano; a cui nel 4525 era già succeduto un altro francescano FR. ANTONIO II. Dico nel 1525, perchè in quest'anno, il dì 25 ottobre, concedeva indulgenze alla confraternita dei flagellanti di Pirano. L'anno 1528 segnatogli dall' Ughelli e dalla Serie polense, è l'anno della sua morte: ne lo attesta la sepolerale epigrafe, nella cattedrale di Pola, ove leggesi:

HIC JACET FRATER ANTONIVS DE ORDINE FRATRVM MINORVM

EPISCOPVS POLENSIS

OBIIT ANNO DNI M.CCC.XXVIII. DIE XIX OCTOBRIS

Ivi n'è scolpita altresì l'effigie marmorea, e dalle forme del vestito e dal pallio che porta, sembra che fosse insignito dell' arcivescovile dignità, benchè l'epigrafe recata non ne faccia menzione. Nello stesso anno 1328; e non già nel 1350, come segnano i dittici polani; sottentrò nel governo di questa chiesa il vescovo GUIDO, camaldolese da Fossombrone: ne fu promosso il di 5 dicembre, come appare dai regesti vaticani (2). E un'altra prova, ch'è fallace l'indicazione del 1550, si è, che nel 1529, il dì 46 luglio, assisteva con altri vescovi alla consecrazione dell'altare di santa Caterina, in Bologna, nella chiesa di santa Cristina, celebrata da Ugolino vescovo di Cremona (5). Poco più di un biennio durò Guido al governo della chiesa di Pola: nel 1551 vi fu trasferito dalla sede di Cataro il veSCOVO SERGIO, il quale nel 1539 mandava un suo procuratore al sinodo di Aquileja, tenuto il dì 25 aprile dal patriarca Bertrando. Agli 8 di

(1) Ved. nel mio vol. IV, pag. 281.
(2) Lett. 1380 del papa Giovanni XXII,

presso gli Annal. Camald, tom. V, pag. 337.

(3) Dall' Arch. di quel cenobio.

aprile del seguente anno concedeva indulgenze alla chiesa del monastero dei camaldolesi nell'isola di san Michele di Murano, presso a Venezia ; dopo il qual di convien dire che rinunziasse al suo vescovato, perchè di lui si trovano memorie anche sotto il giorno 18 gennaro 1341, per indulgenze da lui concesse alla chiesa de' santi Cristina e Parisio in Treviso ; benchè nel giorno 12 luglio 1340 si abbia notizia del vescoVO FR. PIETRO III, detto Perino Vecco, ignorato dall' Ughelli e dalla serie polana, il quale nel suindicato giorno assisteva alla traslazione delle sacre reliquie de' santi martiri Ermagora e Fortunato, celebrata da Andrea patriarca di Grado. Viveva nel 1542 il francescano FR. GRAZIA, detto anche Bonagrazia, da Imola: una memoria, ch'esiste di lui nella cattedrale di Pola, per ristauro fattovi, lo dice appuuto Bonagrazia :

ANNO D. M. CCC. XLIII. DIE X. MENSE DECEMBRI HOC
OPVS FACTVM FVIT TEMPORE VENERABILIS IN XPO PATRIS ET
DNI DNI F. BONEGRAE DE IMOLA EPISCOPI POLENSIS SVB
S. PRESBYTERO FLORIANO ET S. CLARIO RT PATRIIS FABRI-
CAE DICTAE ECCLAE. NICOLAVS FECIT.

La serie dei vescovi di Pola, che si stampa annualmente, ci mostra sotto l'anno 1549 un vescovo Lorenzo Veneto: questi non fu Lorenzo, ma LEONARDO, Veneziano bensì, e della famiglia de' Cagnoli: egli nel 4555 era stato pievano di san Silvestro in Venezia, ed undici anni dipoi era stato trasferito al pievanato di san Geminiano, ed era stato eletto contemporaneamente anche priore dell' ospitale di san Marco: nel 1549 poi a' 5 di novembre diventò vescovo di Pola. Nel 1555 passò al vescovato di Chioggia. E qui venne BENEDETTO, ch' era vescovo di Chioggia. Di lui hannosi memorie anche a' 17 dicembre 1557, per avere trasferito in città le monache di san Teodoro del Fonte, a fine di porle al sicuro dagl' insulti della guerra, che infieriva allora tra gli ungheresi e la repubblica di Venezia. Un altro degl' innumerevoli sbagli della serie polana, egualmente che dell' Ughelli è di avere commemorato sotto il 1574 il vescovo NICOLò, di cui inoltre non ci seppero dire che il nome. Egli fu Nicolò Foscarini, gentiluomo veneziano; ed era vescovo di Pola prima assai del 1574: si ha notizia infatti dai registri della Cancelleria

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